26 Aprile 2017


ANPIL "Alta Valle del Torrente Carfalo"

L´area protetta "Alta Valle del Torrente Carfalo"

Da visitare
Faggeta
La storia

Alta Valle del Torrente Carfalo si estende, per circa 220 ettari, in un territorio boscato a spiccata naturalità lungo il corso d´acqua omonimo fra San Vivaldo, La Sughera e Castelfalfi.

Note: importante è la presenza di una cospicua popolazione di Salamandrina perspicillata - Salamandrina dagli occhiali. Si tratta di un anfibio endemico della penisola italiana, protetto secondo la L.R. 56/2000 e di interesse Comunitario secondo la Direttiva Comunitaria 92/43/CEE (Direttiva "Habitat").

La scoperta della popolazione di Salamandrina, avvenuta nel 2001, ha costituito un elemento di notevole interesse per le potenzialità presenti nell´area e ha guidato il percorso volto alla determinazione di forme di tutela dell´intera zona, facente capo all´Alta valle del torrente Carfalo.

Dal 2001 a qualche anno fa, purtroppo, l´area (e in particolare il versante in cui è presente la faggeta relitta) è stata interessata da una serie di tagli boschivi che da un lato non hanno tenuto sufficientemente conto della struttura forestale dei soprassuoli arborei, indebolendo così la popolazione di faggio, e dall´altro hanno pesantemente compromesso l´habitat vitale e riproduttivo proprio della Salamandrina.
L´Ecoisituto delle Cerbaie ha proposto, e sono ad oggi in corso, diversi progetti di riqualificazione ambientale con lo scopo di ripristinare al meglio e conservare questo ambiente così ricco ed importante. Il progetto di riqualificazione ambientale intende operare un complesso di interventi volti a ripristinare alcuni caratteri strutturali sia del greto del torrente che del soprassuolo arboreo della parte bassa del versante. Inoltre ha anche finalità divulgative, ponendosi l´obiettivo di realizzare percorsi di accesso al torrente Carfalo utili per l´osservazione dell´ecosistema della Salamandrina e fruibili dalla cittadinanza, scuole, studiosi e tecnici.

Nella primavera del 2012 è stata inaugurata la nuova rete di sentieri dell´ANPIL, dotati di apposita segnaletica e cartellonistica, grazie all´appoggio del Comune di Montaione e della Provincia di Firenze.
Nel 2017 è stata presentata la nuova carta dell´area protetta dell´Alta Valle del Torrente Carfalo.


L´ambiente naturale

Nell´ANPIL, in un ambiente in prevalenza forestale, si conservano habitat naturali, specie vegetali e animali considerati d´interesse prioritario dalla Comunità Europea e dalla Regione Toscana e si rinviene un grado di diversità biologica altrove raramente riscontrabile.

Nelle profondità abissali della valle è presente una foresta relitta di faggi (Fagus sylvatica) e tassi (Taxus baccata), testimonianza di epoche preistoriche in cui la Toscana, come l´intera Europa, viveva il periodo delle glaciazioni.

Vi si ritrovano alberi monumentali di tasso, vecchi anche centinaia di anni.

La Faggeta di Montaione è la più bassa d´Italia, infatti si trova a una altezza che va dai 300 m circa fino a soli 180 m s.l.m. Essa si sviluppa lungo il fianco Nord-Est del torrente Carfalo e solo da una certa altezza in giù fino al fondovalle, per due motivi principali che fanno sì che si verifichino condizioni microclimatiche simili a quelle montane:
1) l´umidità, poiché la parte più bassa ha una maggior presenza di acqua che arriva sia sotto forma di precipitazioni dirette sia come deflusso sotterraneo delle acque meteoriche verso il fondovalle, il quale, data la particolare natura del suolo (poroso derivato dalle sabbie trasgressive del ciclo sedimentario del Pliocene medio-inferiore), tende a garantire un buon sviluppo degli apparati radicali e quindi una buona disponibilità idrica;
2) l´effetto dell´aria fredda presente nelle valli, dovuto al fenomeno dell´inversione termica, che fa sì che ci troviamo di fronte a un ambiente relitto di epoca glaciale.

Una particolarità da tenere in considerazione è la gestione del bosco attuata: la faggeta è stata utilizzata negli anni per ricavarne legna, ma fortunatamente il metodo utilizzato per il taglio (il ceduo a sterzo) non è stato dei più distruttivi; infatti questo tipo di gestione permette di lasciare sempre un minimo di copertura arborea, "risparmiando" alcuni polloni durante il taglio.

Il Tasso è una delle maggiori emergenze della valle. E´ testimonianza, insieme all´agrifoglio e al pungitopo maggiore, di vegetazioni antiche risalenti a quando il clima locale era di tipo oceanico (precipitazioni abbondanti con scarse escursioni termiche). Pertanto tali specie sono divenute rare allo stato spontaneo, rifugiandosi in foreste relitte e remote con microclimi adatti e bassi impatti antropici. L´Alta valle del torrente Carfalo, nel suo versante esposto a Nord-Est, ha conservato queste caratteristiche, pertanto non è raro imbattersi in individui di tasso ultracentenari, fra cui l´albero più vecchio di tutto il Parco avente diametro di 80 cm e un´età stimata di quasi 500 anni.

Fra le acque limpide del torrente e l´humus fresco della faggeta, appare la sagoma improvvisa e rossa della Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata (Lacépède, 1788)), anfibio raro ed endemico dell´Italia.

Identificazione
La Salamandrina dagli occhiali è l´unico genere endemico della vertebratofauna italiana e si trova lungo la catena appenninica, prevalentemente sul versante tirrenico. Questo piccolo Urodelo è una delle specie di Anfibi di interesse comunitario, indicatrice di ambienti con un buon grado di naturalità.
Un carattere distintivo della specie è la presenza di 4 dita sulle zampe posteriori, anziché 5 come per gli altri Urodeli, ovvero Anfibi con la coda come le Salamandre ed i Tritoni.
Il dorso, di colore bruno-nerastro, ha un´aspetto verrucoso con un´ apparente costolatura sui fianchi ed una macchia bianco-crema a forma di "8" orizzontale posta sul capo tra gli occhi. Proprio da questa macchia deriva il nome comune di "Salamandrina dagli occhiali".
Il ventre presenta una colorazione contrastata: macchie nere e bianche con le parti inferiori delle zampe e della coda di un rosso rubino brillante.

Comportamento
E´ attiva in condizioni di elevata umidità ed, escludendo il periodo riproduttivo, ha abitudini prevalentemente notturne o crepuscolari. Se disturbata solleva la coda e le zampe (Unkenreflex), mostrando il vivace colore rosso delle parti ventrali, per disorientare i predatori.
La Salamandrina è uno degli Anfibi meno legati all´ambiente acquatico, nel quale si reca solo per deporvi le uova. Risulta che i maschi, una volta metamorfosati, non entrino mai più in acqua, alimentandosi ed accoppiandosi a terra, ma rimangono comunque legati all´ambiente circostante i siti di deposizione, sia per un´ esigenza trofica, sia per un´esigenza eto-ecologica, riassumibile con la fedeltà al sito riproduttivo e la necessità di un ambiente circostante comunque umido.

Alimentazione
Le larve si nutrono di invertebrati acquatici mentre gli adulti di quelli terrestri, quali Molluschi polmonati (lumache, limacce) e, soprattutto, Artropodi.

Habitat
La Salamandrina dagli occhiali frequenta ambienti forestali collinari e montani, più comune fra i 200 ed i 600 metri di quota, dove si rinviene nelle vicinanze di piccoli corsi d´acqua che fungono da siti di ovodeposizione, (torrenti dal fondo roccioso, come appunto si presenta il Carfalo), nascosta tra le rocce e la lettiera.
Secondo la bibliografia, è stata rinvenuta in Toscana dai 65 m s.l.m. Durante lo svernamento e l´estivazione si trattiene per lo più sotto terra in buchi anche di profondità superiori al metro, in caverne o dentro i muri a secco o sotto le radici degli alberi.

La Salamandrina dagli occhiali risulta essere presente in quantità considerevoli e ampiamente diffusa. Da definire la consistenza numerica esatta e la dinamica di questa popolazione, oltre alla localizzazione e la caratterizzazione dei punti di deposizione.

Nella valle del torrente Carfalo vive in sintopia con altri Anfibi, quali la Rana appenninica (Rana italica), la Rana agile (Rana dalmatica), la Rana verde (Rana esculenta) ed il Rospo comune (Bufo bufo). E´ stata verificata la presenza della Salamandrina dagli occhiali anche nel Torrente Egola e questo lascia aperta la strada allo studio di possibili interazioni fra le popolazioni di Salamandrina che vivono nel letto dei due torrenti.

Proposte turistico-ambientali

Escursioni guidate (ITA/ENG) nel Parco Benestare di Montaione

Parco Benestare a Montione (FI) dalle 9.30 alle 16.30 - Viaggio al centro della Terra
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Il Paesaggio ritrovato (ITA/ENG)

Montaione - Il Paesaggio ritrovato
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Proposte didattiche

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